Un flyer può contenere tutte le informazioni necessarie e venire dimenticato pochi minuti dopo.
Non perché la carta non funzioni più. Ma perché, in occasione di un lancio, limitarsi a stampare prodotto, caratteristiche e contatti significa utilizzare il supporto come un contenitore, quando potrebbe diventare parte dell’esperienza.
Nel progetto dei materiali per fiere B2B Egram Rimini, il pieghevole è stato progettato per accompagnare la scoperta di Vertice, una nuova idea di sorbettiera presentata a SIGEP. Il materiale non mostra semplicemente il prodotto: lo rivela attraverso aperture, quinte e finestre grafiche.
La differenza è sostanziale. Nel primo caso, il visitatore riceve informazioni. Nel secondo, compie un piccolo gesto che lo porta verso il prodotto.
Il caso Egram e il lancio di Vertice a SIGEP
Egram opera nel settore delle macchine professionali per bevande calde e fredde, rivolgendosi a bar, torrefazioni e mondo HoReCa. Per il lancio di Vertice, l’azienda aveva già avviato un’attività di teaser e inviti dedicati alla scoperta delle novità. Il pieghevole doveva inserirsi in questa sequenza e accompagnare il momento della presentazione in fiera.
Il supporto non poteva quindi essere trattato come un elemento indipendente. Doveva mantenere la promessa costruita prima dell’evento e trasformarla in una rivelazione concreta.
È una necessità ricorrente nei progetti per aziende industriali e B2B: quando un prodotto viene presentato per la prima volta, materiali, stand, messaggio e rete commerciale devono appartenere allo stesso percorso.
Il pieghevole Egram aveva un compito preciso: rendere la novità percepibile prima ancora di spiegarla nel dettaglio.
Il problema: in fiera molte informazioni arrivano nello stesso momento
Durante una fiera, il pubblico riceve brochure, cataloghi, biglietti, inviti e materiali promozionali da aziende differenti.
Il problema non è soltanto attirare l’attenzione. È costruire una ragione per aprire il materiale, osservarlo e utilizzarlo durante la conversazione.
Un flyer tradizionale può svolgere bene una funzione informativa. Ma nel caso Egram il prodotto era stato preceduto da una fase teaser: mostrare tutto immediatamente avrebbe interrotto la logica di attesa costruita prima di SIGEP.
La soluzione non consisteva nel nascondere le informazioni importanti. Consisteva nel stabilire un ordine.
Prima la curiosità. Poi l’apertura. Infine il prodotto.
Questa sequenza permette al supporto di accompagnare il lancio invece di limitarsi a documentarlo.
Perché era un problema commerciale, non soltanto grafico
Un materiale fieristico entra nella relazione tra visitatore e commerciale.
Può essere consegnato prima della spiegazione, utilizzato mentre si presenta il prodotto oppure lasciato all’interlocutore al termine dell’incontro. In ognuno di questi momenti deve aiutare, non complicare, la conversazione.
Se il materiale mostra tutto nello stesso livello, il commerciale deve ricostruire verbalmente la gerarchia. Se è troppo concettuale, rischia di non chiarire cosa viene presentato. Se invece la forma accompagna il racconto, il supporto può diventare una traccia concreta della presentazione.
Nel caso Egram, il pieghevole popup consentiva di collegare il claim “Una nuova idea di sorbettiera” a un gesto coerente: aprire il materiale e vedere emergere Vertice al centro della composizione.
La soluzione grafica acquisisce così una funzione commerciale. Non perché sostituisce la spiegazione del prodotto, ma perché le dà un ritmo.
L’idea: trasformare l’apertura in una sequenza narrativa
Il progetto utilizza una fustella speciale che costruisce più livelli di lettura. Quinte e finestre grafiche rivelano progressivamente il contenuto, fino a collocare la sorbettiera al centro di una piccola scenografia tridimensionale.
L’apertura non è quindi un effetto aggiunto dopo aver impaginato le informazioni. È la struttura del racconto.
Questo cambia il modo in cui il materiale viene progettato. Non basta decidere dove posizionare titolo, immagine e testo. Occorre stabilire:
- che cosa si vede da chiuso;
- quale elemento compare per primo;
- quali parti accompagnano lo sguardo;
- in quale momento viene rivelato il prodotto;
- come resta leggibile il messaggio una volta aperto il pieghevole.
La cartotecnica diventa così parte dell’idea creativa.
La tridimensionalità deve servire il prodotto
Un supporto popup può attirare attenzione per la propria costruzione. Ma se il lettore ricorda soltanto il meccanismo e non ciò che veniva presentato, il progetto perde la propria funzione.
Nel materiale Egram, l’effetto tridimensionale è stato utilizzato per portare Vertice al centro della scena. La sorbettiera emerge dalla composizione come punto di arrivo della sequenza, non come uno dei tanti elementi presenti nella pagina.
La distinzione è importante.
La fustella non è il contenuto. È il dispositivo con cui il contenuto viene reso visibile.
Per questo, durante la progettazione, occorre controllare che pieghe, finestre e sovrapposizioni non coprano il prodotto, non rendano fragile il supporto e non compromettano la lettura delle informazioni essenziali.
L’effetto funziona quando la sorpresa conduce al prodotto, non quando lo sostituisce.
Grafica tecnica e mondo beverage
La grafica utilizza un linguaggio scuro, tecnico e controllato, accompagnato da illustrazioni lineari legate al mondo beverage. Questo sistema costruisce un’atmosfera di attesa coerente con la presentazione di Vertice e con il claim del lancio.
Anche qui, il valore non sta nel semplice utilizzo di un fondo scuro.
Colori, segni e illustrazioni devono creare continuità tra il settore, il prodotto e il momento della rivelazione. Se fossero trattati come decorazioni indipendenti, aumenterebbero la quantità di stimoli senza aiutare a comprendere la proposta.
Il linguaggio visuale deve quindi accompagnare l’apertura: suggerire il contesto, creare attesa e lasciare alla sorbettiera il ruolo principale.
Teaser, invito e presentazione in un unico oggetto
La scheda portfolio definisce il pieghevole come un sales tool fuori formato, capace di unire invito, teaser e presentazione prodotto.
Questo è probabilmente l’aspetto più utile del progetto.
Spesso i materiali fieristici vengono sviluppati come pezzi separati: un invito prima dell’evento, una brochure allo stand, una scheda prodotto da lasciare al visitatore. La separazione può essere corretta, ma richiede un forte coordinamento per evitare ripetizioni o messaggi scollegati.
Nel caso Egram, le tre funzioni convivono nello stesso supporto:
- il teaser crea curiosità;
- l’apertura costruisce la scoperta;
- il prodotto completa il messaggio.
Il materiale diventa quindi il punto di raccordo tra la comunicazione precedente alla fiera e l’incontro fisico a SIGEP.
Un pieghevole fieristico deve funzionare anche nelle mani del commerciale
Un supporto originale deve rimanere semplice da utilizzare.
Il commerciale deve poterlo consegnare, aprire e spiegare senza trasformare ogni incontro in una dimostrazione complessa. Il visitatore, a sua volta, deve riuscire a comprenderne il funzionamento anche autonomamente.
Questo significa che la progettazione cartotecnica deve considerare non soltanto l’effetto visivo, ma anche:
- facilità di apertura;
- resistenza;
- ingombro;
- trasporto;
- modalità di distribuzione;
- possibilità di conservarlo dopo la fiera.
Un materiale che richiede troppe istruzioni rischia di rallentare l’incontro. Un materiale intuitivo può invece offrire al commerciale un punto di partenza immediato per introdurre la novità.
Il valore del popup Egram sta nel rapporto tra sorpresa e semplicità: un gesto breve produce il passaggio dal teaser alla presentazione.
Il metodo Gruppo Pragma: dall’idea al file esecutivo
Gruppo Pragma ha seguito concept creativo, progettazione del flyer popup, studio della fustella, sviluppo grafico, definizione delle aperture, controllo dei livelli visivi e preparazione del file esecutivo.
Il progetto dimostra perché, nei lavori Brand & Editoriale, idea e produzione non possono essere separate.
Una soluzione tridimensionale deve essere verificata su misure, pieghe, sovrapposizioni e tolleranze reali. Il progetto grafico deve adattarsi alla struttura fisica del supporto. Il file esecutivo deve tradurre correttamente ciò che è stato immaginato.
La qualità non dipende soltanto dal concept iniziale. Dipende dalla capacità di mantenerne il significato quando il materiale viene stampato, fustellato, piegato e aperto.
Il risultato: un materiale coerente con il momento del lancio
Il risultato documentato è un pieghevole popup progettato per rendere la presentazione di Vertice più coinvolgente e riconoscibile rispetto a un supporto promozionale convenzionale. Il materiale collega il claim, la fase teaser e il prodotto attraverso un’esperienza fisica coerente con il lancio.
Non disponiamo di dati per affermare quante persone lo abbiano ricevuto, conservato o utilizzato per contattare Egram. Non è quindi corretto attribuirgli risultati commerciali specifici.
Possiamo però descrivere con precisione il valore progettuale: Egram disponeva di un sales tool capace di presentare la novità non soltanto attraverso informazioni, ma attraverso una sequenza coerente con l’idea di scoperta.
Cosa può imparare un decision maker
La lezione del progetto Egram non è che ogni materiale fieristico debba diventare un popup.
La forma deve derivare dal messaggio.
Un decision maker dovrebbe chiedersi:
- qual è il momento preciso in cui il materiale verrà utilizzato?
- deve informare, invitare, incuriosire o sostenere una spiegazione?
- il prodotto viene mostrato subito oppure deve essere scoperto?
- la soluzione fisica aiuta davvero il messaggio?
- il commerciale può utilizzare il supporto con facilità?
- il materiale è abbastanza resistente da essere distribuito e conservato?
- quali risultati verranno misurati dopo la fiera?
Un pieghevole fieristico funziona quando la sua forma rende più chiaro il lancio, non quando cerca originalità indipendentemente dal prodotto.
Domande frequenti sul pieghevole fieristico Egram
Che cos’è un pieghevole fieristico?
È un materiale stampato progettato per accompagnare la presenza di un’azienda in fiera. Può presentare prodotti, novità, appuntamenti o informazioni commerciali, ma deve essere pensato in relazione al momento in cui verrà consegnato e utilizzato.
Perché utilizzare un flyer popup in una fiera B2B?
Un flyer popup può trasformare l’apertura del materiale in una sequenza di scoperta. È utile quando questa dinamica è coerente con il lancio del prodotto e aiuta il commerciale a introdurre il messaggio senza rendere il supporto più complicato da usare.
Qual era l’obiettivo del materiale Egram?
L’obiettivo era accompagnare il lancio di Vertice a SIGEP, collegando teaser, invito e presentazione prodotto in un unico oggetto capace di distinguersi dai supporti informativi convenzionali.
A cosa serve una fustella speciale?
La fustella definisce tagli, pieghe, aperture e forme del supporto. Nel progetto Egram ha permesso di costruire quinte e finestre grafiche che rivelano progressivamente la sorbettiera.
Perché il prodotto deve rimanere centrale?
Perché l’effetto cartotecnico è uno strumento, non il messaggio principale. Il pubblico deve ricordare quale novità è stata presentata e poter collegare l’esperienza di apertura a Vertice e al brand Egram.
Cosa ha fatto Gruppo Pragma per Egram?
Gruppo Pragma ha curato concept, progettazione del popup, studio della fustella, grafica, impaginazione, livelli visivi e file esecutivo per la produzione del materiale.
Come si misura l’efficacia di un materiale fieristico?
Si possono osservare numero di materiali distribuiti, utilizzo durante gli incontri, reazioni dei visitatori, contatti raccolti e sviluppi successivi. Questi indicatori devono essere definiti prima della fiera e non possono essere dedotti dalla sola originalità del supporto.
Progettare materiali che partecipino alla presentazione
Un materiale fieristico non deve necessariamente dire tutto. Deve svolgere con precisione la funzione per cui viene consegnato: creare curiosità, introdurre una novità, sostenere una spiegazione o lasciare un riferimento dopo l’incontro.
Gruppo Pragma sviluppa materiali editoriali e sales tool B2B collegando concept, prodotto, utilizzo commerciale e fattibilità produttiva.
Per esplorare gli altri progetti, visita il portfolio completo di Gruppo Pragma.
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