Campagna video No Bone realizzata da Gruppo Pragma con Emir Hadžihafizbegović come testimonial

No Bone: campagna video da oltre 7 milioni di visualizzazioni in 3 mesi

Ci sono problemi di cui è difficile parlare, non perché siano rari, ma perché toccano la dignità. Una protesi mobile che si muove mentre mangi, la colla da mettere ogni mattina, la paura di mordere qualcosa davanti agli altri, una parola che esce male, il gesto istintivo di sistemare i denti con la lingua: sono momenti piccoli, quotidiani, ma per chi li vive possono pesare molto.

Su temi così delicati molte campagne fanno due errori. Il primo è diventare troppo fredde, tecniche, piene di spiegazioni mediche. Il secondo è cercare la battuta facile e finire per prendere in giro proprio le persone che dovrebbero sentirsi capite. Con No Bone abbiamo scelto una strada diversa: far sorridere del problema, senza ridere della persona.

Questa è stata la vera forza della campagna video No Bone: trasformare un tema tecnico e delicato in una storia quotidiana, memorabile e rispettosa.

I dati del caso

No Bone è una soluzione implantologica subperiostale pensata per pazienti che non hanno abbastanza osso per gli impianti dentali classici. L’obiettivo della campagna era promuovere un prodotto nuovo, renderlo comprensibile a un pubblico over 50 e farlo entrare dentro situazioni di vita reale, non dentro una comunicazione fredda da depliant medico.

La campagna ha superato 7.000.000 di visualizzazioni complessive sul canale YouTube No Bone e ha generato 950 lead. I mercati coinvolti erano Bosnia-Erzegovina, Serbia, Croazia e Slovenia. La comunicazione, curata da Gruppo Pragma, è stata costruita attorno a video, landing page e playlist YouTube, con un format pensato per rendere popolare un tema tecnico senza banalizzarlo.

Landing page No Bone

Playlist YouTube della campagna

Il problema commerciale

No Bone non doveva semplicemente fare pubblicità. Doveva introdurre un prodotto nuovo in un mercato dove molte persone conoscono il problema, ma non conoscono ancora la soluzione. Questo cambia completamente il modo di comunicare. È una sfida tipica dei progetti per imprese e istituzioni: prima di spingere un messaggio, bisogna renderlo comprensibile, credibile e vicino al pubblico giusto.

Da una parte c’era una tecnologia precisa: implantologia subperiostale, struttura in titanio, progettazione su misura, alternativa agli impianti classici nei casi di mancanza di osso. Dall’altra parte c’era un pubblico che non ragiona in termini tecnici. Una persona over 50 non pensa: “Mi serve una soluzione implantologica subperiostale personalizzata”. Pensa: “Voglio mangiare senza paura”, “voglio parlare senza vergognarmi”, “voglio non usare più colla”, “voglio sorridere senza controllare ogni volta se la protesi si muove”.

La campagna doveva costruire un ponte tra questi due mondi: una soluzione tecnica complessa e una vita quotidiana fatta di gesti semplici.

La scelta creativa

Il concept non è partito dalla clinica. È partito dalle scene.

Bagno, caffè, ristorante, compleanno, salotto, bancone, conversazione tra amici. Ogni video seguiva una struttura semplice: prima il problema reale, poi il momento comico, poi il ritorno alla sicurezza. La protesi che si muove, la colla che non basta, il morso trattenuto, il caffè rovinato, le candeline difficili da spegnere, il ćevap che diventa una sfida, la parola pronunciata male. In questo senso la campagna rientra in una logica di progetti video e foto in cui l’immagine non decora: rende visibile il punto esatto in cui il problema entra nella vita reale.

La regola era chiara: non ridere della persona, ma della situazione che finalmente può superare. Questa differenza cambia tutto. Perché il pubblico non si sente attaccato, si sente capito.

Far ridere senza ferire

La comicità è una leva potente, ma su un tema così delicato può diventare pericolosa. Se sbagli tono, trasformi un disagio reale in una caricatura. Se invece trovi il punto giusto, togli peso a un problema che molte persone vivono in silenzio.

Nel caso No Bone, il protagonista non è mai “il problema”. Il problema è la protesi che limita la sua vita. Quando la dentiera si muove, non stiamo ridendo di lui. Stiamo riconoscendo una situazione che molte persone conoscono. Quando torna a mordere, parlare, bere o sorridere con sicurezza, la scena cambia: non è solo una battuta, è una piccola rivincita.

Questo ha reso la campagna popolare, ma non volgare. Divertente, ma non superficiale. Diretta, ma non offensiva.

Il ruolo della cultura locale

Una campagna così non poteva essere neutra. Per parlare davvero al pubblico di Bosnia-Erzegovina, Serbia, Croazia e Slovenia, non bastava tradurre un messaggio. Bisognava usare oggetti, situazioni e linguaggio riconoscibili.

Il fildžan, la tazzina del caffè tradizionale, il ćevap, il modo di scherzare tra amici, le espressioni popolari, il ritmo della conversazione, il protagonista che sembra parte della vita quotidiana e non un volto pubblicitario distante: questi elementi non sono decorazione. Sono strategia.

Una persona può ignorare un claim, ma riconosce subito una scena che appartiene alla sua cultura. E quando si riconosce, abbassa la difesa. A quel punto il messaggio tecnico può arrivare.

Il ruolo di Emir

La presenza di Emir Hadžihafizbegović ha dato alla campagna una forza ulteriore. Emir è un attore cinematografico pluripremiato, ma non è stato usato come semplice volto famoso. È diventato il ponte tra prodotto, cultura e pubblico.

Emir entra in situazioni quotidiane, parla con un tono popolare, esagera, scherza, si prende spazio. Ma allo stesso tempo rende credibile il problema e memorabile la soluzione. La sua autorevolezza non irrigidisce il messaggio: lo rende più umano.

La sua presenza ha permesso alla campagna di tenere insieme tre elementi difficili: attenzione, rispetto e fiducia. Senza attenzione, un prodotto nuovo non entra nella conversazione. Senza rispetto, la comicità diventa rischiosa. Senza fiducia, la campagna resta solo intrattenimento.

La tecnologia arriva dopo, ma arriva

Un errore sarebbe stato aprire ogni video con una spiegazione clinica. La campagna ha fatto l’opposto: prima ha mostrato il problema, poi ha creato memoria, poi ha introdotto la soluzione.

Il concetto di impianto subperiostale non è stato eliminato. È stato reso più accessibile. No Bone non viene presentato solo come tecnologia, ma come risposta concreta a una domanda semplice: “E se non ho abbastanza osso per gli impianti classici?”

La landing page completa il lavoro dei video: spiega il trattamento, chiarisce a chi è rivolto, presenta il percorso e porta l’utente verso la richiesta di consulenza. Il video apre la porta. La landing approfondisce. La campagna converte.

I risultati

La campagna ha superato 7.000.000 di visualizzazioni complessive sul canale YouTube No Bone e ha generato 950 lead. Il risultato entra nel portfolio di Gruppo Pragma come un caso in cui attenzione, tono e conversione lavorano insieme, senza trasformare un tema sensibile in spettacolo.

La parte più interessante è che l’attenzione non è rimasta intrattenimento. Ha prodotto interesse reale verso un prodotto nuovo. L’obiettivo principale della campagna era promuovere No Bone, far conoscere una soluzione alternativa agli impianti classici e rendere familiare un concetto tecnico a un pubblico non tecnico.

Le visualizzazioni hanno dato ampiezza. I lead hanno dimostrato risposta. La riconoscibilità del format ha dato memorabilità.

Perché ha funzionato

La campagna ha funzionato perché non ha trattato il target come “pazienti”, ma come persone. Persone che bevono caffè, mangiano ćevap, festeggiano compleanni, parlano con gli amici, cantano, contrattano, si vergognano, si vantano e vogliono tornare a fare cose normali senza pensarci ogni volta.

Quando il problema è intimo, non basta informare. Devi togliere peso. La comicità, se usata bene, fa proprio questo: apre una porta, abbassa la tensione e permette di parlare di una cosa che altrimenti molte persone eviterebbero.

Cosa può imparare un imprenditore

La lezione non è “fai video simpatici”. Questa sarebbe una lettura troppo superficiale.

La vera lezione è un’altra: se il tuo prodotto è nuovo, tecnico o difficile da spiegare, devi trovare la scena quotidiana che lo rende ovvio. Non partire dalla scheda tecnica. Parti dal momento in cui il problema entra davvero nella vita del cliente.

Poi costruisci un format ripetibile, scegli un linguaggio coerente con il pubblico e porta la spiegazione tecnica solo quando l’attenzione è già conquistata.

No Bone non è diventato comprensibile perché è stato semplificato male. È diventato comprensibile perché è stato raccontato dal punto di ingresso giusto: il ćevap, il fildžan, la mela, le candeline, la parola detta male, la colla nel bagno. Dettagli piccoli, ma per il target porte enormi.

Conclusione

Molte aziende pensano che un prodotto complesso debba essere comunicato con un tono ancora più complesso. Spesso è il contrario.

Più il prodotto è difficile, più serve una scena semplice. Più il tema è delicato, più serve rispetto. Più il pubblico è specifico, più serve cultura.

No Bone ha funzionato perché non ha cercato di sembrare una campagna perfetta. Ha cercato di sembrare vera. E quando una campagna è vera, le persone non si limitano a guardarla: la riconoscono, la ricordano, la condividono e, quando il problema è loro, chiedono informazioni.

Domande frequenti sul caso No Bone

Che cos’è No Bone?

No Bone è una soluzione implantologica subperiostale pensata per pazienti che non hanno abbastanza osso per gli impianti dentali tradizionali. Si basa su una struttura in titanio progettata su misura, posizionata sotto la gengiva, per creare una base stabile per denti fissi.

Qual era l’obiettivo principale della campagna?

L’obiettivo principale era promuovere un prodotto nuovo, rendendolo comprensibile e riconoscibile per un pubblico over 50 in Bosnia-Erzegovina, Serbia, Croazia e Slovenia.

Perché la campagna ha usato la comicità?

Perché il problema della protesi mobile è delicato e spesso imbarazzante. La comicità ha permesso di abbassare la tensione e rendere il tema più accessibile, senza ridicolizzare chi vive il problema.

Qual è stata la scelta creativa più importante?

Mostrare situazioni quotidiane come mangiare, bere caffè, parlare, festeggiare e sorridere. Il prodotto veniva collegato a libertà concrete, non solo a una descrizione tecnica.

Quali risultati ha ottenuto la campagna?

La campagna ha superato 7.000.000 di visualizzazioni complessive sul canale YouTube No Bone e ha generato 950 lead.

Perché le visualizzazioni da sole non bastano?

Perché le visualizzazioni misurano attenzione e distribuzione. Per valutare il risultato commerciale servono anche lead, qualità dei contatti, conversioni da landing e consulenze prenotate.

Cosa può imparare un’azienda da questo caso?

Che un prodotto tecnico non deve essere per forza comunicato in modo tecnico. Prima bisogna trovare la scena quotidiana in cui il cliente riconosce il problema. Solo dopo ha senso spiegare la soluzione.

Hai un prodotto nuovo, tecnico o difficile da spiegare? Non serve renderlo più complicato. Serve trovare la scena giusta: quella in cui il tuo cliente si riconosce prima ancora di leggere il claim.

Gruppo Pragma costruisce campagne, contenuti e strategie digitali per trasformare prodotti complessi in messaggi che le persone capiscono, ricordano e vogliono approfondire. Guarda il caso No Bone nel portfolio.

Contatti Gruppo Pragma: info@gruppopragma.com | +39 0432 48 21 29

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