Un catalogo dedicato a un prodotto di design può essere visivamente riuscito e continuare a lasciare irrisolte le domande più importanti.
Può mostrare ambienti, materiali e atmosfere senza aiutare il progettista a capire quale sistema scegliere. Oppure può contenere tutte le informazioni tecniche necessarie e non riuscire a restituire il ruolo che quel prodotto avrà nello spazio.
Nel caso delle tende a rullo, questa tensione è particolarmente evidente. Il prodotto svolge una funzione concreta, ma partecipa anche alla percezione dell’ambiente: filtra la luce, modifica il rapporto con l’esterno e dialoga con l’architettura.
Nel progetto del catalogo aziendale Mycore, il lavoro editoriale è partito proprio da questa doppia natura. Il catalogo non doveva limitarsi a esporre una collezione, ma accompagnare progettisti, interior designer e interlocutori commerciali dall’immaginario architettonico alle informazioni necessarie per approfondire il prodotto.
Il caso Mycore: un catalogo per il design e per la progettazione
Mycore progetta, produce e vende tende a rullo per interni, con un posizionamento collegato al design contemporaneo, alla qualità dei sistemi e alla personalizzazione. Il catalogo doveva presentare una gamma ampia e tecnica, parlando sia al mondo della progettazione sia alla rete commerciale.
Questi interlocutori osservano lo stesso prodotto da punti di vista differenti.
Un interior designer può partire dall’effetto della luce, dall’inserimento nell’ambiente e dal rapporto tra materiali e colori. Un progettista deve verificare sistemi, applicazioni e dettagli. Un commerciale ha bisogno di uno strumento che permetta di introdurre il brand, presentare le collezioni e recuperare rapidamente le informazioni utili durante un incontro.
Il catalogo doveva quindi funzionare su più livelli, senza costringere tutti i lettori a seguire lo stesso percorso.
È una necessità ricorrente nei progetti per aziende industriali e B2B: il prodotto deve essere presentato con un linguaggio capace di esprimerne il valore, ma anche con una struttura che ne faciliti la valutazione professionale.
Il problema: immaginare il prodotto non basta per sceglierlo
Una tenda a rullo può essere raccontata attraverso ambientazioni, luce, tessuti e dettagli. Questa parte è importante perché permette al lettore di comprendere il ruolo del prodotto nello spazio.
Ma il processo di scelta non si conclude con l’immagine.
Dopo aver riconosciuto un’atmosfera o una possibile applicazione, il progettista deve capire quali sistemi sono disponibili, quali finiture può utilizzare, come leggere le diverse collezioni e dove trovare i riferimenti tecnici.
Se il passaggio tra questi due momenti non è chiaro, il catalogo si divide in parti che non comunicano tra loro: da una parte l’immaginario, dall’altra i dati.
La sfida del progetto Mycore era costruire una continuità. La parte visiva doveva introdurre il prodotto; quella tecnica doveva permettere di approfondirlo senza cambiare completamente linguaggio.
Perché era un problema commerciale, non soltanto editoriale
Il catalogo entra nella relazione commerciale prima, durante e dopo l’incontro.
Può essere inviato a un progettista che non conosce ancora Mycore. Può accompagnare la presentazione di una collezione. Può aiutare il commerciale a confrontare soluzioni o recuperare un dettaglio. Può rimanere sulla scrivania del cliente come riferimento per una fase successiva del progetto.
In ognuno di questi momenti, il materiale deve rendere più semplice la valutazione.
Se il lettore deve ricostruire da solo il rapporto tra immagini, collezioni e specifiche, la rete vendita sarà costretta a compensare con spiegazioni aggiuntive. Se invece il catalogo anticipa le domande principali e organizza le risposte, la conversazione può concentrarsi sugli aspetti realmente decisivi.
Il valore commerciale non nasce quindi dal numero di pagine o dalla quantità di informazioni. Nasce dall’ordine con cui quelle informazioni vengono rese disponibili.
La tenda a rullo come elemento architettonico
L’idea editoriale ha trattato la tenda a rullo come un elemento capace di modellare lo spazio, filtrare la luce e dialogare con l’architettura. Styling, ambientazioni, rendering di prodotto e still life hanno costruito un racconto visivo minimale e coerente con il linguaggio del brand.
Questa impostazione sposta il prodotto da una lettura esclusivamente funzionale a una lettura progettuale.
La tenda non compare soltanto come oggetto da installare, ma come componente che modifica il modo in cui l’ambiente viene percepito. La luce diventa quindi parte del racconto, perché rende visibile ciò che il prodotto fa prima ancora di descriverne le caratteristiche.
Il catalogo può così parlare al mondo del design senza ricorrere a dichiarazioni generiche. È il rapporto tra prodotto e spazio a mostrare la direzione del brand.
Styling, rendering e still life con funzioni differenti
Le immagini non dovrebbero essere utilizzate tutte nello stesso modo.
Un’ambientazione aiuta a comprendere il prodotto dentro uno spazio. Un rendering permette di costruire situazioni progettuali coerenti anche quando la fotografia reale non è disponibile. Uno still life può invece isolare materiali, finiture e dettagli che rischierebbero di perdersi nell’immagine complessiva.
Nel progetto Mycore, questi linguaggi visuali sono stati utilizzati per costruire un racconto articolato ma unitario.
La loro efficacia dipende dal ruolo assegnato a ciascuno. Se tutte le immagini servono soltanto a rendere il catalogo più attraente, il risultato rischia di essere ripetitivo. Se ogni immagine risponde a una domanda differente, il visual diventa parte del sistema informativo.
L’ambientazione introduce. Il dettaglio approfondisce. Il rendering mostra una possibilità applicativa. Lo still life aiuta a osservare il prodotto.
Separare la parte ispirazionale da quella tecnica senza dividerle
La scelta cartotecnica ha utilizzato carte e cromie differenti per distinguere la parte introduttiva da quella tecnica.
Non si tratta soltanto di una soluzione materica.
Cambiare carta o colore può aiutare il lettore a riconoscere il passaggio tra due modalità di consultazione. Nella prima parte entra nel mondo del brand e delle collezioni. Nella seconda cerca schemi, tabelle e informazioni precise.
Il catalogo comunica quindi anche attraverso il modo in cui viene sfogliato.
La distinzione deve però mantenere continuità. Se la sezione tecnica appare come un allegato estraneo, il lettore percepirà una frattura. Se invece impaginazione, tipografia e gerarchie appartengono allo stesso sistema, il cambio di registro diventa un aiuto alla navigazione.
La materia del catalogo non è quindi una decorazione finale. Contribuisce a organizzare il contenuto.
Disegni tecnici, tabelle e guide di consultazione
La parte finale del catalogo è stata costruita attraverso ricostruzione dei disegni tecnici, tabelle, schemi e guide di consultazione.
Questi elementi hanno un compito differente rispetto alle pagine introduttive: ridurre l’ambiguità.
Un’immagine ambientata può mostrare l’effetto di una tenda, ma non sostituisce il dato necessario per verificarne l’applicazione. Un disegno tecnico, al contrario, può essere preciso ma richiede un’organizzazione che permetta al lettore di individuare rapidamente ciò che cerca.
Anche in questa sezione, quindi, il design non serve ad abbellire il contenuto. Serve a costruire gerarchie, distinguere i livelli e rendere consultabili dati potenzialmente complessi.
La qualità di una tabella non si misura da quanto appare sofisticata. Si misura da quanto riduce il tempo necessario per trovare e interpretare l’informazione.
Il metodo Gruppo Pragma: dal concept alla scheda tecnica
Gruppo Pragma ha seguito concept, layout grafico, redazione dei contenuti, impaginazione dell’intero catalogo e organizzazione delle sezioni dedicate a company profile, collezioni e informazioni tecniche. Il lavoro ha incluso anche styling, rendering ambientati, still life e ricostruzione dei disegni tecnici.
Il metodo consiste nel progettare insieme contenuto, immagine e consultazione.
Prima di impaginare, occorre decidere quali pubblici utilizzeranno il catalogo, quali domande porteranno con sé e in quale ordine dovranno incontrare le risposte. Solo dopo si possono definire sequenza, formati visivi, quantità dei testi e struttura della parte tecnica.
È la logica che guida i progetti Brand & Editoriale: la grafica non è un livello applicato sopra il contenuto, ma uno strumento per ordinarlo e renderlo più efficace.
Il risultato: un catalogo che presenta e supporta la scelta
Il risultato è uno strumento che unisce company profile, presentazione delle collezioni e approfondimento tecnico. La scheda portfolio lo descrive come un sales tool capace di parlare insieme al mondo del design e a quello della progettazione, rendendo più chiari materiali, sistemi, finiture e possibilità applicative.
Il valore non sta soltanto nella qualità delle immagini o nella precisione delle tabelle. Sta nel rapporto costruito tra le due parti.
Il lettore può entrare nel catalogo attraverso il brand, comprendere il ruolo del prodotto nello spazio, esplorare le collezioni e arrivare alle informazioni necessarie per approfondire.
Non disponiamo però di dati per misurare utilizzo, richieste o risultati commerciali. Il risultato documentabile è progettuale: Mycore dispone di uno strumento editoriale completo, costruito per sostenere presentazione, consultazione e relazione commerciale.
Cosa può imparare un decision maker
La lezione del progetto Mycore riguarda tutte le aziende che vendono prodotti con una componente estetica e una componente tecnica.
Non è necessario scegliere quale delle due debba prevalere. È necessario capire in quale momento deve entrare ciascuna.
Un decision maker dovrebbe chiedersi:
- il catalogo permette di comprendere il prodotto prima di entrare nei dettagli?
- le immagini mostrano applicazioni reali o svolgono soltanto una funzione decorativa?
- la parte tecnica è facilmente individuabile?
- tabelle e schemi sono costruiti secondo le domande del pubblico?
- il commerciale può utilizzare il catalogo durante un incontro?
- il progettista può consultarlo in autonomia?
- la materia e il formato aiutano a orientarsi tra le sezioni?
Un catalogo aziendale funziona quando non obbliga il lettore a scegliere tra ispirazione e precisione.
Domande frequenti sul catalogo aziendale Mycore
Che cos’è un catalogo aziendale di prodotto?
È uno strumento che presenta un’azienda e organizza la sua offerta per clienti, progettisti, distributori o rete vendita. Può unire immagini, testi, collezioni, dati tecnici e guide, costruendo un percorso più completo rispetto a una semplice scheda prodotto.
Qual era l’obiettivo del catalogo Mycore?
L’obiettivo era presentare una collezione ampia di tende a rullo collegando design, luce, ambientazioni, finiture e informazioni tecniche, così da parlare sia a progettisti e interior designer sia agli interlocutori commerciali.
Perché separare la parte introduttiva dalla sezione tecnica?
Perché rispondono a modalità di lettura differenti. La parte introduttiva costruisce il contesto del brand e del prodotto; la sezione tecnica permette di verificare sistemi, schemi e informazioni necessarie alla scelta. Il progetto deve distinguerle senza renderle estranee.
A cosa servono rendering e still life in un catalogo?
I rendering aiutano a mostrare il prodotto in contesti progettuali controllati. Gli still life isolano materiali, finiture e dettagli. Usati insieme alle ambientazioni, permettono di passare dalla visione complessiva all’approfondimento.
Perché un catalogo tecnico ha bisogno di una progettazione editoriale?
Perché la presenza dei dati non garantisce che siano facili da trovare e interpretare. Gerarchie, tabelle, titoli, schemi e guide devono organizzare il contenuto secondo il modo in cui il lettore lo consulta.
Cosa ha fatto Gruppo Pragma per Mycore?
Gruppo Pragma ha curato concept, contenuti, layout, impaginazione, styling, rendering, still life, disegni tecnici, tabelle e organizzazione delle sezioni dedicate all’azienda, alle collezioni e alle informazioni tecniche.
Qual è il valore commerciale di un catalogo ben progettato?
Il catalogo può aiutare la rete vendita a presentare l’offerta con maggiore ordine e permettere al cliente di approfondire in autonomia. Non sostituisce il confronto commerciale, ma riduce la distanza tra interesse, comprensione e valutazione tecnica.
Progettare un catalogo che accompagni davvero la scelta
Un prodotto può essere desiderabile e tecnicamente valido. Il catalogo deve permettere al lettore di comprendere entrambe le dimensioni, senza costringerlo a ricostruire da solo il rapporto tra immagine e informazione.
Gruppo Pragma sviluppa cataloghi e strumenti editoriali B2B collegando identità, prodotto, contenuti tecnici e utilizzo commerciale.
Per esplorare altri progetti, visita il portfolio completo di Gruppo Pragma.
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